Epicondilite o gomito del tennista: cos’è e come si cura

epicondilite o gomito del tennista

Cos'è l'epicondilite o gomito del tennista?

L’epicondilite è un’infiammazione del gomito dovuta da un sovraccarico dei tendini che s’inseriscono a livello dell’epicondilo laterale. Solitamente i tendini coinvolti sono gli estensori del polso e delle dita, nonché i supinatori dell’avambraccio. Per questo può essere definita come una tendinopatia inserzionale del gomito.

Sintomi dell'epicondilite

I sintomi dell’epicondilite sono legati al dolore in zona laterale del gomito, che talvolta si irradia al di sopra o al di sotto dell’avambraccio, con impotenza funzionale ed esasperazione dei sintomi al movimento. I movimenti che vengono condizionati sono l’estensione delle dita e del polso, il sollevamento di pesi anche piccoli, i movimenti in torsione del gomito (ad esempio, svitare un barattolo o ad aprire una porta).

Il tutto viene accompagnato nella fase acuta da gonfiore, deformità nella zona, impotenza funzionale e calore. Nella fase subacuta invece i sintomi rimangono più sfumati e diffusi e consentono movimenti leggermente maggiori ma comunque molto limitati.

Cause dell'epicondilite

Le cause dell’epicondilite sono molteplici, sicuramente alla base c’è un over use dei tendini dell’avambraccio, oppure dei micro traumi ripetuti sull’epicondilo, oppure dei danni diretti sul gomito.

Quindi tutti i lavori che richiedono un eccessivo utilizzo del gomito, come ad esempio le attività più fisiche e manuali, rappresentano categorie a rischio. Stesso discorso per gli sport che stressano i tendini dell’epicondilo laterale, come ad esempio il lancio dei pesi e il tennis (da cui il nome di “gomito del tennista”).

La cura dell'epicondilite con il trattamento osteopatico

La durata media dell’epicondilite è da calcolare tra i sei mesi e un anno: dopo il periodo iniziale di impotenza funzionale e dolore acuto, il dolore rimane poi in forma diffusa, subdola e silente. Come primi rimedi al dolore è consigliabile applicare ghiaccio, riposo, farmaci antinfiammatori e un tutore per epicondilo.

Questa patologia è spesso trattata con infiltrazioni, tecar e onde d’urto, i cui risultati tuttavia sono parziali e con possibilità di recidive.

Al contrario, per l’epicondilite è fortemente consigliabile il trattamento osteopatico fasciale, che si articola in quattro fasi principali:

  1. La liberazione manuale di tutti i tendini in sovraccarico funzionale.
  2. Il riallineamento e l’allungamento fasciale di polso, gomito e spalla, per liberare dalle tensioni miofasciali l’articolazione in sofferenza.
  3. La rieducazione al corretto funzionamento del gomito attraverso piccoli esercizi di attivazione degli epicondili.
  4. La valutazione della posizione di collo, dorso e colonna e della loro influenza sulla mobilità dell’arto interessato.

Il trattamento osteopatico fasciale rappresenta un approccio completo, che affronta direttamente la causa dell’epicondilite e interviene per ripristinare il corretto movimento dell’articolazione. Tale approccio riduce notevolmente i tempi di gestione della patologia, che viene risolta in circa 6-7 sedute.

Per saperne di più sul trattamento osteopatico per l’epicondilite contattami e fissa un appuntamento .


Dott. Massimo Lo Conte

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