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QUALI RISULTATI ASPETTARCI E IN CHE TEMPI?

I risultati, i tempi di recupero e le modalità di lavoro devono essere fin da subito ben chiari al paziente. Sin dalla prima seduta l’assistito viene coinvolto attivamente nella definizione del percorso riabilitativo, analizzando insieme la problematica riscontrata, definendo gli obiettivi e i trattamenti necessari ad un loro conseguimento.

 

Generalmente i pazienti ricorrono all’osteopatia in presenza di dolore acuto o cronico,  generato nella maggior parte dei casi da uno stress o sovraccarico sui tessuti (muscoli, legamenti, articolazioni, vertebre).

La convivenza con il dolore porta inconsapevolmente  ad un’alterazione dello schema motorio, dovuta alla necessità del nostro corpo di compensare in altre zone anatomiche per limitare la percezione del dolore.

Questa premessa è necessaria per far capire che più il dolore è di recente insorgenza, meno compensi avrà creato, meno tempo ci vorrà per risolvere il problema. Viceversa in un paziente che trascina il dolore da tanto tempo (ad es. artrosi) ci vorrà più tempo per rompere questo circolo vizioso. Ovviamente a questo tocca aggiungere altre variabili: vita professionale, predisposizione genetica ad una patologia, attività sportiva, ecc..

 

Sia chiaro che il trattamento osteopatico-posturale non pretende di modificare le alterazioni strutturali (artrosi, ernie espulse ecc..) correggibili con i soli interventi chirurgici o altri interventi di carattere medico, ma può insegnarvi ad usare il vostro corpo senza dolore, rimuovendo o limitando le cause che hanno prodotto quelle alterazioni strutturali. Infatti un’artrosi o un’ernia, ad esempio, non sono di per sé la causa di un dolore (altrimenti tutte le ernie o tutte le artrosi dovrebbero essere dolorose, invece a volte neanche ce ne accorgiamo), ma sono invece la manifestazione di un cattivo carico su una zona del corpo, che quindi viene logorata.

 

Per darvi dei tempi, sulla base dell’esperienza maturata, si ottengono risultati soddisfacenti mediamente tra la prima e  la terza seduta, nei casi più radicati possono esserne necessarie anche 7/8.

La cadenza delle sedute, in via generale, è di una volta a settimana. Successivamente, al fine di tenere sotto controllo la gestione di problemi ricorrenti e/o persistenti, possono essere previsti degli incontri di follow up con frequenza minore.

 

A ciò si associa il rapporto fiduciario che si instaura prevalentemente nella fase di presa in carico del paziente; questo permette di gestire il percorso anche mediante feedback telefonici che consentano di capire l’andamento della patologia, oltre a dei “video guida” che orientino il paziente sugli esercizi da fare a casa.

 


Dott. Massimo Lo Conte

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